La cronaca
L'Escursione
Immaginate di essere in una di quelle pubblicità di energy drink dove un tizio atletico scala una montagna mentre una voce profonda dice 'Supera i tuoi limiti!'. Ecco, il Monte Massone (2161 m) è esattamente il posto dove quella pubblicità potrebbe essere girata! Situato strategicamente tra la Valle Strona e la Bassa Ossola come un gigantesco arbitro geologico, questo colosso offre un 'chilometro verticale' che è l'equivalente escursionistico di salire le scale di un grattacielo... ma con un panorama decisamente migliore alla fine!
La zona è profondamente segnata dalla cultura Walser, che si stabilì qui intorno al 1300 come se fosse un'antica versione di 'House Hunters International'. Secondo la leggenda, furono dodici coppie di sposi a fuggire oltre le Alpi - probabilmente discutendo sul percorso come tutte le coppie in vacanza - per fondare i primi villaggi in questa zona, oggi chiamata 'la montagna dei Twergi'. No, non sono parenti dei nani di Biancaneve, ma i folletti benevoli della tradizione Walser. Lungo il percorso incontrerete tanti alpeggi che testimoniano questa antica colonizzazione, simili ai pionieri del Far West ma con più formaggio e meno pistole!
L'avventura inizia dal Santuario della Madonna del Boden (475 m), raggiungibile in auto da Ornavasso senza dover corrompere nessun guardiano del tempio. Dopo un breve tratto di strada asfaltata che vi illude sulla facilità del percorso, eccolo lì: il 'chilometro verticale', un'ascesa ripida che guadagna 1100 metri di dislivello attraverso boschi così densi che persino Google Maps si perderebbe. È come fare un mese di palestra in un pomeriggio, ma con un paesaggio migliore e nessuno che vi guardi mentre sudate come fontane!
Il sentiero, sempre ben segnalato ma con pendenze che farebbero sembrare una scala mobile del centro commerciale un'attrazione di lusso, attraversa diversi alpeggi Walser dai nomi che sembrano usciti da un film fantasy: Ronch, Grobo, Frasmatta, e più in alto Scirombei e Pogalti. Provate a pronunciarli tre volte velocemente mentre salite e vi garantisco che dimenticherete la fatica... o finirete per mangiarvi la lingua!
Dopo i primi 750 metri di dislivello - quando le vostre gambe inizieranno a chiedervi se avete litigato recentemente - raggiungerete la bellissima faggeta Ragoul. Un nome che suona come un profumo di lusso, ma è in realtà un magnifico bosco di faggi che vi offrirà un po' di frescura, esattamente quando inizierete a chiedervi perché non avete scelto come hobby il golf o la filatelia.
La salita prosegue fino alla Cappella del Buon Pastore (1560 m), costruita nel 1917 quando qualcuno evidentemente aveva ancora fiato per trasportare materiali edili a questa quota. Da qui il panorama è così spettacolare che il vostro smartphone implorerà pietà per tutte le foto che gli farete scattare: vette dell'Ossola, piana del Toce, Lago Maggiore e laghi del Varesotto si stendono davanti a voi come un gigantesco plastico geografico in scala 1:1!
L'itinerario continua attraversando l'Alpe Rossombolmo - che suona come un incantesimo di Harry Potter - fino all'antico insediamento Walser dell'Alpe Cortevecchio (1518 m), dove trovate il Rifugio CAI Renato Brusa Perona. Questo è il momento in cui potrete finalmente sedervi e ordinare qualcosa di caldo, guardando con disprezzo i runner che passano senza fermarsi, come se scalare montagne fosse una passeggiata al parco sotto casa!
Dal rifugio il sentiero prosegue pianeggiante (finalmente una buona notizia per le vostre ginocchia!) fino alla sorgente di San Giulio, per poi salire con tornanti tra pietraie e vegetazione rada fino a La Bocchetta (1904 m). La mulattiera continua sulla destra portando in cresta, prima sulla cima dell'Eyehorn (2131 m) - che suona come un cattivo di un film di James Bond - e successivamente al Monte Massone (2161 m), dove potrete finalmente alzare le braccia al cielo e urlar 'Ce l'ho fatta!' come nei film, per poi realizzare che dovete anche tornare giù.
Dalla vetta, nelle giornate limpide, il panorama è così spettacolare che persino il vostro collega sbruffone con le sue foto alle Maldive rimarrà senza parole! La vista spazia a 360° come uno di quei tour virtuali di case di lusso, ma molto più impressionante: dal Monte Rosa alla Valle Strona, dal fondovalle ossolano fino ai laghi prealpini di Mergozzo, Orta e Maggiore, e nei giorni più tersi si possono scorgere persino i laghi di Varese e Monate, la pianura lombarda e Milano. È come guardare Google Earth, ma senza bisogno di Wi-Fi e con la soddisfazione di essere arrivati fin lassù con le vostre gambe!
Per il ritorno potete seguire lo stesso percorso dell'andata, come chi non ha fantasia quando ordina al ristorante, oppure optare per un percorso ad anello passando per l'Alpe Bagnone e l'Alpe Morello. Il rientro seguendo il km verticale attraversa nuovamente gli alpeggi Walser, questa volta in discesa - che è un po' come andare sulle montagne russe, ma senza la sicurezza delle cinture e con molto più sudore!
Un piccolo promemoria tecnico: con i suoi 1934 metri di dislivello positivo e 20,5 km di sviluppo, questa escursione è classificata come EE (Escursionisti Esperti), che è un modo educato per dire 'non provateci se l'unico esercizio che fate è camminare dal divano al frigorifero'. I tempi medi sono di 4h30'-5h per la salita e 3h-3h30' per la discesa, per un totale di circa 7h30'-8h30', il tempo di un turno di lavoro, ma infinitamente più divertente e con meno email da rispondere!
Per l'equipaggiamento, portate scarponi da montagna (le infradito sono per un altro tipo di avventura!), abbigliamento a strati come una torta nuziale, giacca antivento per quando Eolo decide di soffiarvi addosso, almeno 1-2 litri d'acqua (a meno che non siate cammelli), cibo energetico che non si riduca in briciole nello zaino, crema solare per evitare di tornare a casa come un'aragosta, occhiali da sole per darvi un'aria da alpinista esperto, e nei mesi più freddi guanti e cappello. I bastoncini da trekking sono utilissimi, soprattutto nella discesa, quando le vostre ginocchia inizieranno a inviarvi messaggi poco gentili sul perché le avete trascinate fin lassù!
Il periodo migliore va da maggio a ottobre, evitando i mesi invernali quando il percorso può presentare neve e ghiaccio, richiedendo attrezzatura specifica e abilità che probabilmente non avete se state leggendo questa guida! In conclusione, il Monte Massone è come una palestra a cielo aperto con una vista mozzafiato invece che uno specchio che riflette la vostra faccia sudata. Buona avventura e ricordate: in montagna non è importante arrivare primi, ma arrivare... e possibilmente non a carponi!
Il Monte Massone (2161m) è l'equivalente escursionistico di una pubblicità di energy drink: un colosso con un 'chilometro verticale' che è come salire le scale di un grattacielo, ma con panorami che farebbero impallidire qualsiasi filtro Instagram!
L'avventura parte dal Santuario della Madonna del Boden e si snoda attraverso una terra popolata dai Walser (pionieri alpini del 1300, tipo 'House Hunters International' versione medievale) e dai misteriosi folletti Twergi. Il sentiero attraversa alpeggi dai nomi fantasy - Ronch, Grobo, Frasmatta - mentre vi fa guadagnare 1100 metri di dislivello in un workout che farebbe piangere anche il vostro personal trainer.
Superata la faggeta Ragoul (che suona come un profumo di lusso) e la Cappella del Buon Pastore, raggiungerete il Rifugio CAI Renato Brusa Perona, dove potrete finalmente sedervi guardando con disprezzo i runner che passano senza fermarsi. L'ultimo tratto vi porta fino alla vetta, dove il panorama a 360° è così spettacolare che persino il vostro collega sbruffone con le sue foto alle Maldive rimarrà senza parole!
Con 1934 metri di dislivello e 20,5 km totali, questa escursione è classificata come 'non provateci se l'unico esercizio che fate è camminare dal divano al frigorifero'. Portate scarponi, acqua, cibo, e soprattutto un buon senso dell'umorismo - ne avrete bisogno quando le vostre ginocchia inizieranno a inviarvi messaggi poco gentili sul perché le avete trascinate fin lassù!
Partenza
Santuario Madonna del Boden, Ornavasso
475 m s.l.m.
Arrivo
Monte Massone
2161 m
Profilo altimetrico · Tavola II
Come si soffre, in numeri
Le quote sono indicative. La fatica, no.
Tappe
Le tappe del percorso
- Santuario Madonna del Boden 475 m 0 km 0:00
- Alpeggi Ronch, Grobo e Frasmatta 980 m 3,5 km 1:15
- Alpe Scirombei 1220 m 5 km 2:00
- Alpe Pogalti 1350 m 6,5 km 2:30
- Alpe Cortemezzo 1450 m 8 km 3:00
- Cappella del Buon Pastore 1560 m 9 km 3:15
- Alpe Rossombolmo 1500 m 10 km 3:30
- Rifugio CAI Alpe Cortevecchio 1518 m 11 km 3:45
- Sorgente di San Giulio 1550 m 12 km 4:00
- La Bocchetta 1904 m 14 km 4:30
- Cima Eyehorn 2131 m 16 km 5:00
- Monte Massone 2161 m 18 km 5:15
Attenzione
Tratti ripidi / esposti
- Chilometro verticale +1000 m in 3,6 km
Tavole III–g