Cronistoria
La Nostra Storia: Da Disastro Ambulante a Leggenda Escursionistica
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Escursionisti Sopravvissuti
Era una domenica del 2022 apparentemente innocente quando tre amici — armati di una mappa più strappata di un biglietto della lotteria grattato con troppo entusiasmo, un senso dell'orientamento paragonabile a quello di un pesce rosso in una lavatrice, e uno zaino pieno di panini in quantità sufficiente a sfamare mezza provincia — decisero che «fare una passeggiata» sul Monte Resegone sarebbe stata un'ottima idea.
Quella che doveva essere una tranquilla scampagnata si trasformò nella versione outdoor di «Una notte da leoni». Dodici ore di cammino (di cui nove in direzioni completamente sbagliate), tre tempeste improvvise che avrebbero fatto sentire Noè un dilettante, due incontri ravvicinati con cinghiali dall'espressione così perplessa che sembravano chiedersi «ma questi dove credono di andare?», e per coronare l'opera, una notte non programmata in una grotta che su TripAdvisor avrebbe ottenuto mezza stella solo per la vista.
Fu proprio durante quella notte epica — mentre cercavano di asciugarsi con un fazzoletto tascabile e dividevano l'ultimo mezzo panino sopravvissuto — che nacque «Bombi e Gino Escursioni». Manuel, il terzo moschettiere, rifiutò categoricamente di aggiungere il suo nome al marchio con la scusa ufficiale che «sarebbe stato troppo lungo per una maglietta», anche se tutti sappiamo che la vera ragione era potersi dissociare legalmente in caso di future catastrofi montane.
Da quel glorioso disastro inaugurale, il gruppo è cresciuto come lievito madre in una cucina calda. Ha accolto amici, amici degli amici, e quelle anime innocenti incontrate casualmente sui sentieri che hanno commesso l'errore fatale di chiedere «dove state andando?» — domanda a cui nemmeno i fondatori sapevano rispondere con certezza.
Oggi, la filosofia del gruppo è scolpita nella roccia (letteralmente, l'hanno incisa su un masso durante l'ultima volta che si sono persi): percorsi improbabili quanto una dieta durante le feste natalizie, cibo in quantità tali da poter sfamare un raduno di rugbisti affamati, equipaggiamento all'avanguardia che appare magicamente quando Gino si ricorda di portarlo (evento raro quanto un'eclissi totale) e, soprattutto, la capacità sovrumana di trasformare qualsiasi disavventura in una storia così esilarante che persino le aquile dei monti rallentano il volo per ascoltarle meglio, volteggiando sopra di loro con quello che sembra proprio un sorriso sul becco.
Perché se c'è una cosa che «Bombi e Gino Escursioni» ha capito, è che non è la vetta che conta, ma quante volte riesci a perderla di vista prima di raggiungerla per caso!