La Redazione

Chi Siamo

Il trio improbabile dietro le escursioni più esilaranti delle Prealpi e delle Alpi - dove l'altitudine aumenta insieme alle risate e persino i camosci si fermano a guardare incuriositi, chiedendosi se quella rumorosa comitiva abbia smarrito la strada o semplicemente il senno!

Nati dall'unione più improbabile dai tempi della banana sulla pizza, mescolando una smodata passione per la montagna con un senso dell'orientamento paragonabile a quello di un turista ubriaco in un labirinto di specchi. Tre amici, un bagaglio infinito di disavventure, e un solo motto sulle loro magliette (e a volte sui referti medici).

Membro N° 1
Ritratto di Bombi

Bombi

«Il Navigatore Perso»

Fondatore e Guida Principale

Bombi è il tipo che ti dice 'conosco una scorciatoia' e poi ti ritrovi a scalare una parete verticale mentre lui urla 'è solo un po' ripido!'. Con il suo infallibile senso dell'orientamento (infallibilmente sbagliato), ha trasformato semplici escursioni in avventure epiche. Il suo record? Ha guidato un gruppo verso il Monte Resegone ed è finito sul Lago d'Iseo. Da allora, portiamo sempre mappe di riserva e un GPS. Nel tempo libero, colleziona sassi 'interessanti' che sono identici a tutti gli altri sassi del mondo.

Aneddoto: Una volta ha convinto un gruppo che stavano salendo sul Monte Bianco mentre erano su una collinetta di 300 metri. La sua capacità di rimanere serio è leggendaria quanto la sua incapacità di leggere una bussola.

Statistiche improbabili

150
Escursioni Guidate
47
Sentieri 'Scoperti'
Volte Perso
«Non siamo persi, stiamo solo esplorando percorsi alternativi!»
Membro N° 2
Ritratto di Gino

Gino

«Re del Panino»

Co-fondatore e Responsabile Rifornimenti

Se esiste una persona in grado di trasformare un semplice zaino in una dispensa ambulante, quello è Gino. Noto per portare set completi di posate in argento, tovaglioli di stoffa e una bottiglia di vino d'annata anche per le escursioni di mezz'ora, Gino crede fermamente che 'in montagna si mangia meglio che in città'. Il peso del suo zaino ha causato più di una valanga, ma nessuno osa lamentarsi quando a 2000 metri tira fuori spaghetti al tartufo ancora caldi. La sua filosofia? 'La fame è il vero nemico, non la pendenza'.

Aneddoto: Durante un'escursione di tre giorni, ha portato una pentola a pressione, una macchina per il caffè espresso e un servizio di piatti per otto persone. 'Per sicurezza', ha detto.

Statistiche improbabili

25
Kg Zaino Medio
1243
Panini Preparati
7
Piccoli Incendi
«L'unica cosa peggiore di una salita ripida è affrontarla a stomaco vuoto!»
Membro N° 3
Ritratto di Manuel

Manuel

«L'Indistruttibile»

Esploratore Estremo

Nessuno sa da dove venga Manuel, né come abbia ottenuto il soprannome 'Furetto'. Quello che sappiamo è che sale sentieri ripidi come se fossero scale mobili, non suda mai (o forse non lo ammetterebbe) e ha una collezione di magliette tecniche che 'cambiano colore in base all'altitudine' (è daltonico ma nessuno ha il coraggio di dirglielo). La sua specialità è partire in ritardo, superare tutto il gruppo a velocità impossibile, e aspettare in cima con un sorriso fresco come se fosse appena uscito da un centro benessere mentre gli altri arrivano ansimando.

Aneddoto: Una volta ha usato una valanga come 'scorciatoia' per scendere più velocemente. Dice di aver calcolato l'angolo di discesa perfetto, ma tutti sospettiamo che sia semplicemente... culoooo!

Statistiche improbabili

237
Vette Raggiunte
60/min
Battiti Cardiaci in Salita
0
Selfie Scattati
«Che c'è? Siete già stanchi? Io sto solo riscaldandomi!»

Cronistoria

La Nostra Storia: Da Disastro Ambulante a Leggenda Escursionistica

87
Escursioni Organizzate
256
Escursionisti Sopravvissuti
15
Mappe Perse

Era una domenica del 2022 apparentemente innocente quando tre amici — armati di una mappa più strappata di un biglietto della lotteria grattato con troppo entusiasmo, un senso dell'orientamento paragonabile a quello di un pesce rosso in una lavatrice, e uno zaino pieno di panini in quantità sufficiente a sfamare mezza provincia — decisero che «fare una passeggiata» sul Monte Resegone sarebbe stata un'ottima idea.

Quella che doveva essere una tranquilla scampagnata si trasformò nella versione outdoor di «Una notte da leoni». Dodici ore di cammino (di cui nove in direzioni completamente sbagliate), tre tempeste improvvise che avrebbero fatto sentire Noè un dilettante, due incontri ravvicinati con cinghiali dall'espressione così perplessa che sembravano chiedersi «ma questi dove credono di andare?», e per coronare l'opera, una notte non programmata in una grotta che su TripAdvisor avrebbe ottenuto mezza stella solo per la vista.

Fu proprio durante quella notte epica — mentre cercavano di asciugarsi con un fazzoletto tascabile e dividevano l'ultimo mezzo panino sopravvissuto — che nacque «Bombi e Gino Escursioni». Manuel, il terzo moschettiere, rifiutò categoricamente di aggiungere il suo nome al marchio con la scusa ufficiale che «sarebbe stato troppo lungo per una maglietta», anche se tutti sappiamo che la vera ragione era potersi dissociare legalmente in caso di future catastrofi montane.

Da quel glorioso disastro inaugurale, il gruppo è cresciuto come lievito madre in una cucina calda. Ha accolto amici, amici degli amici, e quelle anime innocenti incontrate casualmente sui sentieri che hanno commesso l'errore fatale di chiedere «dove state andando?» — domanda a cui nemmeno i fondatori sapevano rispondere con certezza.

Oggi, la filosofia del gruppo è scolpita nella roccia (letteralmente, l'hanno incisa su un masso durante l'ultima volta che si sono persi): percorsi improbabili quanto una dieta durante le feste natalizie, cibo in quantità tali da poter sfamare un raduno di rugbisti affamati, equipaggiamento all'avanguardia che appare magicamente quando Gino si ricorda di portarlo (evento raro quanto un'eclissi totale) e, soprattutto, la capacità sovrumana di trasformare qualsiasi disavventura in una storia così esilarante che persino le aquile dei monti rallentano il volo per ascoltarle meglio, volteggiando sopra di loro con quello che sembra proprio un sorriso sul becco.

Perché se c'è una cosa che «Bombi e Gino Escursioni» ha capito, è che non è la vetta che conta, ma quante volte riesci a perderla di vista prima di raggiungerla per caso!

Cosa trovi nelle nostre cronache

Se pensi che un'escursione senza almeno un momento di panico esistenziale sia noiosa, sei nel posto giusto.

Cadute Epiche
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Senso dell'Orientamento Assente
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Zaini Impossibili
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Incontri Selvaggi
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Meteo Imprevedibile
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