Cronaca N° 003 Sabato 24 maggio 2025 EE

Moregallo: La Palestra Verticale con Vista Panoramica Inclusa!... da Valmadrera

Amici escursionisti e amanti delle sfide impossibili, ecco il Monte Moregallo: quell'ammasso roccioso traditore che ti sussurra 'Vieni su, è facile!' mentre nasconde un percorso che trasformerà le tue gambe in gelatina tremolante!

Foto di copertina: Moregallo

La cronaca

L'Escursione

Amici escursionisti e amanti delle sfide impossibili, oggi vi porto sul Monte Moregallo, quell'ammasso roccioso nel Triangolo Lariano che sembra dirti 'Vieni su, è facile!' mentre nasconde dietro la schiena un percorso che trasformerà le vostre gambe in gelatina tremolante!

L'avventura inizia dalla frazione Belvedere di Valmadrera, dove è consigliabile arrivare all'alba come vampiri mattinieri se volete trovare parcheggio nei weekend. Altrimenti, preparatevi a lasciare l'auto così lontano che avrete già fatto metà escursione prima ancora di iniziare quella vera!

Si parte con una stradina asfaltata che diventa ciottolata più velocemente di un primo appuntamento che passa da formale a imbarazzante. Vi condurrà a una graziosa cappella triangolare con madonnina annessa, che sembra guardarvi con compatimento come a dire: 'Ne ho visti tanti come te, tutti gasati all'inizio...' Qui c'è anche una fontanella, l'ultima prima della vetta: riempite le borracce come cammelli prima di attraversare il Sahara, mi raccomando!

Ed ecco che, a sinistra della cappella, si imbocca il sentiero seguendo le indicazioni per la 'Sorgente Sambrosera' (n.7) e 'Monte Moregallo' (n.6). Il primo tratto nel bosco ha una pendenza costante ma 'relativamente agevole' – un'espressione che in gergo escursionistico significa 'non dovrete gattonare, ma quasi'.

Dopo circa un'ora, quando i muscoli delle cosce vi staranno già mandando gentili messaggi di protesta, eccola lì: la Sorgente Sambrosera! C'è pure una piccola area pic-nic, perfetta per una sosta strategica e per chiedersi: 'Ma perché non sono rimasto a casa a guardare la replica di MasterChef?'

Da qui, amici miei, il gioco si fa duro e il sentiero diventa più ripido di un aumento delle bollette a fine anno. La pendenza aumenta così tanto che potreste ritrovarvi a parlare col terreno faccia a faccia. Il percorso si contorce in piccoli tornanti che sembrano disegnati da un bambino dispettoso con la matita in mano: 'Facciamoli sudare questi escursionisti!'

Uscendo dal bosco, il panorama cambia radicalmente, e anche il vostro umore: da 'ce la posso fare' a 'chi me l'ha fatto fare' in meno di dieci minuti! Ma non mollate proprio ora, perché il bello (o il peggio, dipende dai punti di vista) deve ancora venire.

L'ultimo tratto prima della Bocchetta di Sambrosera è quello che separa gli escursionisti dalle capre di montagna. Il sentiero attraversa un canalone roccioso dove dovrete usare le mani, i piedi, i gomiti e forse anche i denti per arrampicarvi. Alcuni punti sono così impegnativi che potreste ritrovarvi ad abbracciare la roccia come fosse il vostro partner dopo una lunga separazione. E attenzione agli ultimi metri: scivolosi come una saponetta bagnata in una vasca da bagno!

Ma ecco, finalmente, la Bocchetta di Sambrosera a 1192 metri! Da qui, svoltando a sinistra e seguendo la traccia sulla destra (sì, sembra un indovinello, ma è così), dopo un ultimo sforzo nel bosco – e probabilmente qualche imprecazione creativa – raggiungerete la vetta del Moregallo a 1276 metri, dove potrete finalmente alzare le braccia al cielo come Rocky Balboa, se vi rimane ancora la forza per farlo.

E che vista, signore e signori! Un panorama a 360 gradi che vi farà dimenticare istantaneamente tutta la fatica. Il Lago di Como che brilla come uno specchio gigante, le Grigne che svettano imponenti, il Resegone con la sua silhouette inconfondibile e i Corni di Canzo che sembrano salutarvi. Nelle giornate più limpide – ossia quando il meteo decide di essere gentile con voi per una volta – potrete persino vedere il Monte Rai e il Cornizzolo in lontananza. È il momento perfetto per i selfie trionfali con faccia stravolta e capelli che sembrano aver incontrato un uragano!

Per il ritorno, avete due opzioni: o ripercorrere la stessa via dell'andata (per chi pensa che l'autotortura non sia mai abbastanza) oppure optare per un itinerario ad anello passando per il Sasso di Preguda, più lungo ma con viste panoramiche che vi faranno pensare di essere in un documentario National Geographic.

Un consiglio da veri esperti: questa escursione richiede una preparazione fisica decente – il che significa che salire le scale della metropolitana ansimando non vi qualifica come 'in forma' – e un equipaggiamento adeguato. Portate tanta acqua, specialmente se decidete di andare in estate, quando le temperature possono essere così alte che potreste fantasticare di tuffarvi nel lago che vedete dall'alto.

Il Monte Moregallo vi aspetta per un'esperienza che metterà alla prova le vostre gambe, i vostri polmoni e forse anche la vostra sanità mentale, ma che vi ricompenserà con viste da cartolina e la soddisfazione di poter dire: 'Hey, ho conquistato quella montagna lì!' mentre la indicate da lontano ai vostri amici che non vi crederanno mai.

Partenza

Valmadrera paese

210 m s.l.m.

Arrivo

Monte Moregallo

1290 m

Profilo altimetrico · Tavola II

Come si soffre, in numeri

1200800500 1 km7 km 01 02 03 04 Vetta Monte Moregallo · 1276 m

Le quote sono indicative. La fatica, no.

Tappe

Le tappe del percorso

  1. Cappella triangolare con madonnina 400 m 1 km 0:20
  2. Sorgente Sambrosera 716 m 3 km 1:30
  3. Bocchetta di Sambrosera 1192 m 6 km 3:00
  4. Vetta Monte Moregallo 1276 m 7 km 3:30

Tavole III–V

Galleria fotografica