Cronaca N° 015 Sabato 19 luglio 2025 EE

Corno di Canzo Occidentale via cresta da Canzo stazione

Il Corno Occidentale di Canzo (1373m) è la rockstar del Triangolo Lariano: un gigantesco dente di roccia che domina il paesaggio come una sentinella di pietra con la sindrome da protagonista!

Foto di copertina: Corno Canzo

La cronaca

L'Escursione

Se il Triangolo delle Bermuda ha le sue sparizioni misteriose, il Triangolo Lariano ha le sue apparizioni spettacolari - e il Corno Occidentale di Canzo (1.373 m) è la star indiscussa di questo show geologico! Immaginate un gigantesco dente di roccia che sbuca dalla terra come se qualche titano preistorico avesse perso una molare masticando il paesaggio. Insieme ai suoi fratellini, i tre Corni di Canzo formano una cresta che separa la Valle Ravella dalla Valbrona, dominando il panorama come tre sentinelle di pietra che si sono dimenticate di tornare a casa dopo il turno di guardia.

L'avventura inizia dalla Stazione di Canzo (390 m), raggiungibile con le Ferrovie Nord da Milano in circa un'ora - giusto il tempo di finire il sandwich del pendolare e iniziare a pentirsi di non aver fatto colazione più leggera. Dalla stazione, seguendo i cartelli come Hansel e Gretel seguivano le briciole (ma con meno probabilità di finire nel forno di una strega), attraverserete alcune stradine del paese per raggiungere in circa 30 minuti il parcheggio di Fonte Gajum (480 m), dove inizia il sentiero vero e proprio e dove le vostre cosce inizieranno a chiedersi cosa diavolo avete in mente.

Da Gajum si prosegue lungo una strada acciottolata che sale dolcemente - 'dolcemente' è un termine relativo, tipo quando il dentista vi dice che 'forse sentirete un leggero fastidio'. Poi ci si immette nel sentiero n. 1 che attraversa il bosco, costeggiando il torrente Ravella che scorre allegramente come se ridesse della vostra fatica. Questo primo tratto vi immerge nel parco regionale della foresta dei Corni di Canzo, talmente bello che vi verrà voglia di fermarvi ogni cinque metri per fare foto che non rendono giustizia alla realtà. Dopo circa 40 minuti raggiungerete Prim'Alpe (600 m) e poi Second'Alpe (700 m) - sì, qualcuno ha dato i nomi con la stessa fantasia di chi numera le password!

Continuando la salita - perché sì, continua sempre a salire, come le bollette - arriverete al Rifugio Terz'Alpe (800 m), raggiungibile in circa un'ora e venti da Gajum. Questo rifugio è l'oasi nel deserto, il porto sicuro nella tempesta, il divano alla fine di una giornata di lavoro! Qui potrete rifocillarvi e contemplare la saggezza di continuare verso la Colma di Val Ravella (1000 m), dove il panorama inizia a farsi interessante come il gossip dell'ufficio dopo la festa aziendale.

Il gioco si fa duro quando raggiungete la spianata con la croce in legno (1200 m). Da qui il sentiero diventa più tecnico e richiede attenzione - tradotto: dovrete usare anche le mani e probabilmente qualche parola che non usereste davanti alla nonna. Il percorso lungo la cresta occidentale vi porterà al famigerato 'Passo della Vacca', che nonostante il nome bucolico è una spaccatura nella roccia che richiede nervi d'acciaio e un pizzico di incoscienza. Classificato come EE (Escursionisti Esperti), che sta per 'Ehilà, Esagerato!', questo passaggio vi farà sentire come Indiana Jones, ma senza la musica epica di sottofondo.

Il Passo della Vacca è il pezzo forte dell'escursione: una frattura verticale che ha creato una cavità passante attraverso il Corno. Quando il sole è basso, dalla piana di Valbrona si può vedere un punto luminoso sulla montagna - è il sole che attraversa questa grotta naturale, come se la montagna avesse un piercing! Un fenomeno così cool che persino i sassi si fermano a guardare.

Superato questo passaggio da brivido (letteralmente), finalmente raggiungerete la vetta del Corno Occidentale (1373 m), dove una croce metallica di un metro e mezzo vi aspetta come il traguardo di una gara ad ostacoli particolarmente sadica. Ma oh, che panorama! A 360 gradi potrete ammirare le Grigne, il Lago di Como, la Brianza e la pianura Padana in uno spettacolo che vi farà dimenticare tutti i 'perché l'ho fatto?' del tragitto. È come essere in cima al mondo, ma senza dover vendere un rene per il biglietto aereo!

Per il ritorno avete due opzioni: ripercorrere lo stesso sentiero come un film al contrario, o completare un anello scendendo dal versante opposto per i più avventurosi che ancora non ne hanno abbastanza. Il tempo totale è di circa 6 ore (3h30 per salire come lumache ambiziose e 2h30 per scendere come stambecchi ubriachi), con un dislivello di circa 1000 metri su 15 km - numeri che sembrano innocui sulla carta ma che le vostre gambe tradurranno in 'ma chi me l'ha fatto fare?'

Per questa avventura servono scarponcini da trekking con suola seria (le Converse vanno bene solo per il bar del rifugio), bastoncini per la discesa (a meno che non vogliate scendere rotolando come nelle vecchie commedie), abbigliamento a strati perché il meteo in montagna è più imprevedibile degli umori di un teenager, e tanta acqua - ma tanta davvero, non quella bottiglia mezza vuota che avete nello zaino da tre escursioni fa. Il periodo migliore va dalla primavera all'autunno, evitando i giorni di pioggia quando i sassi diventano più scivolosi di una buccia di banana in un cartone animato!

Partenza

Stazione di Canzo

380 m s.l.m.

Arrivo

Corno di Canzo Occidentale

1373 m

Profilo altimetrico · Tavola II

Come si soffre, in numeri

1300900400 0 km8.5 km 01 02 03 04 05 06 07 08 09 Corno di Canzo Occidentale · 1373 m

Le quote sono indicative. La fatica, no.

Tappe

Le tappe del percorso

  1. Stazione di Canzo 380 m 0 km 0:00
  2. Fonte Gajum 480 m 1,5 km 0:20
  3. Prim'Alpe 600 m 2,8 km 0:40
  4. Second'Alpe 700 m 3,5 km 0:50
  5. Rifugio Terz'Alpe 800 m 4,8 km 1:20
  6. Colma di Val Ravella 1000 m 6,5 km 2:00
  7. Spianata con croce in legno 1200 m 7,5 km 2:45
  8. Passo della Vacca 1300 m 8 km 3:15
  9. Corno di Canzo Occidentale 1373 m 8,5 km 3:30

Attenzione

Tratti ripidi / esposti

  • Salita al Rifugio Terz'Alpe +310 m in 3,5 km
  • Passo della Vacca +100 m in 0,5 km
  • Tratto finale cresta occidentale +170 m in 1 km

Tavole III–[

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