La cronaca
L'Escursione
L'escursione da Moggio alla Cima di Piazzo è come una commedia romantica in montagna: all'inizio vi fischiano un po' le orecchie per la fatica, ma il finale vi lascerà con gli occhi a cuoricino! Questo percorso classico della Valsassina è il parco giochi perfetto per gli amanti della montagna con panorami così belli che sembrano filtrati con Photoshop direttamente da Madre Natura.
I Piani di Artavaggio sono un'immensa distesa erbosa a quota 1600-1900 metri, come un tappeto verde disteso ai piedi del Monte Sodadura e della Cima di Piazzo, al confine tra Lecco e Bergamo. Praticamente è come stare nel giardino di casa di due giganti che non si mettono d'accordo su chi deve tagliare l'erba! D'inverno è pieno di sciatori imbacuccati come pinguini colorati, mentre d'estate potete arrivarci con la funivia (per i pigri tecnologici) o tramite sentieri (per chi vuole conquistarsela col sudore della fronte).
L'avventura inizia dal paesino di Moggio (873m), dove potete parcheggiare vicino alla funivia o lungo la SP64 - ovunque troviate spazio senza rischiare una multa che vi rovinerebbe l'umore più di un gelato caduto a terra. Il sentiero 724 "del Vallone" è ben indicato, come se fosse segnalato per un raduno di persone con pessimo senso dell'orientamento. Si parte su una strada larga e sterrata che costeggia il fiume Vallone, attraversando un bosco di faggi così bello che sembra la location di una fiaba dei fratelli Grimm.
Dopo circa 35-40 minuti - il tempo di ascoltare 10 canzoni motivazionali sulla vostra playlist - superata la località Pe' Grosso (986m), arrivate a un bivio. Seguendo il sentiero 724 sulla sinistra, verso il "Baitello del Vallone", il sentiero si restringe come i jeans dopo le feste natalizie e inizia a fare su e giù come l'umore durante una dieta.
Continuando a salire con la costanza di chi aspetta il proprio turno alle poste, raggiungete il Baitello del Vallone (1510m), e poco dopo - TADAAA! - uscite dal bosco come da un tunnel spazio-temporale e vi ritrovate catapultati sui Piani di Artavaggio. Il panorama si apre improvvisamente come una scatola di cioccolatini premium, con vista sul Resegone, il Due Mani e le Grigne che sembrano posare per una copertina di National Geographic.
Attraversando i pascoli, incontrerete i primi rifugi: il Rifugio Casari e il Rifugio Sassi Castelli, perfetti per chi già sta pensando 'quando si mangia?'. Proseguendo per altri 30-40 minuti lungo una comoda strada sterrata - comodità relativa, sia chiaro, non è esattamente un red carpet - passate accanto all'ex Albergo degli Sciatori e alla chiesa di Maria Santissima, un edificio così diviso tra le province che sembra avere un disturbo dell'identità geografica: metà in provincia di Lecco e la sacrestia in provincia di Bergamo!
La salita culmina al Rifugio Nicola (1870m), facilmente riconoscibile perché assomiglia a una piramide che ha deciso di trasferirsi dalle sabbie egiziane ai prati alpini. Da qui la vista è così straordinaria che il vostro telefono implorerà pietà per tutte le foto che gli farete scattare.
Per raggiungere la Cima di Piazzo, seguite il sentiero che svolta a sinistra verso il Rifugio Cazzaniga-Merlini, come se fosse un detective che segue una pista importante. Arrivati nei paraggi di questo secondo rifugio, puntate alla base della Cima di Piazzo come un missile a ricerca di panorami, raggiungendo la Bocchetta di Piazzo (1879m).
Da qui, ignorate il cartello per le Baite di Piazzo come ignorate i consigli della suocera, e imboccate la traccia che sale con pendenze più ripide di un aumento delle bollette. Il sentiero prosegue superando due gobbe erbose - che sembrano due cammelli in versione alpina - per poi tagliare diagonalmente un pendio fino a raggiungere la cresta ovest, come un sarto esperto che taglia un tessuto prezioso.
Seguendo la cresta verso destra, salite ripidamente fino a una madonnina in bronzo che sembra dire 'ce l'hai quasi fatta, dai!'. Superandola sulla sinistra, dopo pochi metri eccovi nel punto più alto della Cima di Piazzo (2057m), dove vi sentirete come dei supereroi che hanno appena salvato il mondo.
Dalla cima, il panorama è più spettacolare di un finale di stagione della vostra serie TV preferita: nelle giornate limpide vedrete più montagne di quante ne possiate contare, dal Resegone alle Grigne, fino alla Pianura Padana che si estende pigra in lontananza come un gatto al sole.
L'escursione non ha difficoltà tecniche particolari, ma richiede un buon allenamento per affrontare i 1200 metri di dislivello - più o meno l'equivalente di salire le scale di un grattacielo di 400 piani, ma con un panorama decisamente migliore! Il tempo totale? Circa 6-7 ore, il tempo di un turno di lavoro, ma infinitamente più divertente.
L'equipaggiamento consigliato include scarpe da trekking con suola robusta come la determinazione di chi non vuole rinunciare all'ultimo pezzo di pizza, abbigliamento a strati come una torta nuziale, giacca impermeabile perché la pioggia in montagna arriva sempre quando meno te l'aspetti, cappello e bastoncini da trekking. In inverno, aggiungete ramponcini o ciaspole, a meno che non vogliate trasformare la vostra escursione in uno spettacolo di pattinaggio non voluto.
Il periodo migliore per questa avventura va dalla tarda primavera all'autunno, quando i sentieri sono liberi dalla neve e i prati in fiore vi accoglieranno come il red carpet di un festival del cinema. In inverno, lasciate spazio a ciaspolatori e scialpinisti, che sembrano aver stipulato un contratto di esclusiva con la montagna innevata!
L'escursione da Moggio alla Cima di Piazzo è come una commedia romantica in montagna: all'inizio faticosa, ma con un finale da cuoricini! Un percorso della Valsassina con panorami che sembrano photoshoppati direttamente da Madre Natura.
I Piani di Artavaggio, un gigantesco tappeto verde a 1600-1900 metri, sono come il giardino di due giganti che non si mettono d'accordo su chi deve tagliare l'erba. Partendo da Moggio, il sentiero 724 attraversa un bosco da fiaba, per poi restringersi come jeans dopo le feste natalizie.
Superato il Baitello del Vallone, sbucate sui Piani di Artavaggio come da un tunnel spazio-temporale. Passando per i rifugi Casari e Sassi Castelli - perfetti per chi già pensa "quando si mangia?" - arrivate al Rifugio Nicola, una piramide egiziana trasferitasi sui prati alpini.
L'ultimo tratto verso la Cima di Piazzo (2057m) ha pendenze più ripide di un aumento delle bollette, ma una volta in vetta vi sentirete supereroi con un panorama più spettacolare del finale della vostra serie TV preferita!
Partenza
Moggio, parcheggio lungo la SP46
873 m s.l.m.
Arrivo
Cima di Piazzo
2057 m
Profilo altimetrico · Tavola II
Come si soffre, in numeri
Le quote sono indicative. La fatica, no.
Tappe
Le tappe del percorso
- Moggio (partenza) 873 m 0 km 0:00
- Pe' Grosso 986 m 2 km 0:40
- Baitello del Vallone 1510 m 5 km 1:30
- Piani di Artavaggio 1644 m 6 km 1:45
- Rifugio Nicola 1870 m 7,5 km 2:30
- Bocchetta di Piazzo 1879 m 8 km 3:00
- Cima di Piazzo 2057 m 9 km 3:30
Tavole III–j